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Ciao Aldo,
il tema e' ovviamente ampio e dibattuto e la risposta dipende anche dal tipo di workflow da te impiegato.
Per esempio, se usi Photoshop per fare un fine-tuning dell'immagine dopo lo sviluppo RAW, allora ci
sono degli interventi che puoi anche non fare in Camera RAW (o Lightroom) e farli successivamente
in Photoshop.
In generale si puo' dire che la scelta della sequenza di interventi e' dettata dall'effetto che un intervento
puo' avere sugli interventi fatti precedentemente. Bisogna evitare che un intervento ad un certo punto
del workflow modifichi negativamente cio' che e' stato fatto prima. Trovo strano che Evening e Schewe
sostengano che non esiste seguire un ordine preciso. Puoi dirmi dove l'hai letto?
In realta' il workflow da te seguito e' esattamente la sequenza che si insegna comunemente
e ha la sua ragion d'essere proprio nel garantire che un intervento successivo non alteri
significamente l'effetto di un intervento precedente.
Per esempio non avrebbe senso settare il white point con uno strumento livelli (che in Lighroom o Camera
RAW e' l'Exposure) e poi andare a cambiare nuovamente il punto di bianco con un intervento di
bilanciamento del bianco. In questo modo perderesti il controllo e la prevedibilita' degli aggiustamenti.
Infatti si fa il contrario, PRIMA si regola la temperatura colore, che influenza il rapporto relativo tra gli
istogrammi R, G e B, POI si regola l'istogramma con Exposure e Blacks, che impostano il punto bianco
e nero, POI si usano gli slider che regolano i toni medi (senza alterare le code del'istogramma, quindi
senza andare ad alterare il punto di bianco e nero precedentemente impostati) e cosi' via...
La sequenza di workflow e' importante, eccome! Non a caso lo stesso layout di Adobe Camera RAW
e Lightroom e' progettato per suggerire la sequenza corretta, con i primi interventi in alto
(white balance, exposure e blacks), e giu' a seguire tutti gli altri.
Discorso a parte merita lo sharpening. Se intendi un leggero sharpening per ridurre la
"morbidezza" del sensore, va bene. Ma lo sharpening finale del file dipende dall'utilizzo stesso del file.
Lo sharpening per una stampa fine-art e' molto diverso dallo sharpening necessario per caricare sul
web la stesa immagine in JPG.
Lo sharpenng e' strettamente "output'dependent" e come tale dovrebbe restare. La cosa migliore e'
creare un master-file, privo di sharpening, con qualita' di archivio. Poi, quando ti serve quell'immagine,
duplichi il master-file, cambi le dimensioni e applichi uno sharpening specifico in base all'utilizzo
previsto.
Spero di aver risposto alla tua domanda. Se hai altri dubbi sono a disposizione.
Ciao.
giorgio
On 1/17/2011 9:14 PM, Photofarm wrote:
Un messaggio di Aldo Marco Luciani a tutti i membri di Quelli della Gestione Colore su Photofarm.
Allora posto la domanda che ho fatto in chat a Giorgio Trucco, perchè potrebbe essere utile a tutti.
Mi sono sempre domandato cosa fare prima e dopo nel workflow. In particolare mi sono chiesto se lo sharpening andasse fatto prima o dopo le regolazioni base.
Secondo gli insegnamenti di Martin Evening e Jeff Schewe, con il nuovo camera raw di CS5, che poi è lo stesso di Adobe Lightroom 3.3., non è necessario seguire un ordine preciso. Quindi io procedo in questo modo con lightroom 3.3:
1. bilanciamento del bianco;
2. regolazione dei toni con exposure (per punto di bianco) e Blacks (per punto di nero) cercando di sviluppare l'istogramma su tutta la gamma tonale (0-255);
3. fill light per aprire un pò le ombre (sempre che lo necessitino);
4. slider luminosità per i mezzitoni;
5. slider contrasto (che secondo Martin e Jeff può essere usato anche se poi si utilizza il Curve)
6. Chiarezza;
7. Vividezza;
8. Curve per il fine tuning del contrasto;
9. sharpening;
10. riduzione rumore con luminosity.
Questo è quanto. E' corretto il mio modo di procedere?
grazie e ciao
Aldo
Tag:
Permalink Risposto da Mirko Sotgiu su 17 Gennaio 2011 a 23:36
Permalink Risposto da Giorgio Trucco su 17 Gennaio 2011 a 23:40 Ma il mio testo si legge tutto, o e' tagliato?
Permalink Risposto da Mirko Sotgiu su 17 Gennaio 2011 a 23:41
Permalink Risposto da Giorgio Trucco su 17 Gennaio 2011 a 23:48 Ciao Aldo,
il tema e' ovviamente ampio e dibattuto e la risposta dipende anche dal tipo di workflow da te impiegato.
Per esempio, se usi Photoshop per fare un fine-tuning dell'immagine dopo lo sviluppo RAW, allora ci sono degli interventi che puoi anche non fare in Camera RAW (o Lightroom) e farli successivamente in Photoshop.
In generale si puo' dire che la scelta della sequenza di interventi e' dettata dall'effetto che un intervento puo' avere sugli interventi fatti precedentemente. Bisogna evitare che un intervento ad un certo punto del workflow modifichi negativamente cio' che e' stato fatto prima. Trovo strano che Evening e Schewe sostengano che non esiste seguire un ordine preciso. Puoi dirmi dove l'hai letto?
In realta' il workflow da te seguito e' esattamente la sequenza che si insegna comunemente e ha la sua ragion d'essere proprio nel garantire che un intervento successivo non alteri significativamente l'effetto di un intervento precedente.
Per esempio non avrebbe senso settare il white point con uno strumento livelli (che in Lighroom o Camera RAW e' l'Exposure) e poi andare a cambiare nuovamente il punto di bianco con un intervento di bilanciamento del bianco. In questo modo perderesti il controllo e la prevedibilita' degli aggiustamenti.
Infatti si fa il contrario, PRIMA si regola la temperatura colore, che influenza il rapporto relativo tra gli istogrammi R, G e B, POI si regola l'istogramma con Exposure e Blacks, che impostano il punto bianco e nero, POI si usano gli slider che regolano i toni medi (senza alterare le code del'istogramma, quindi senza andare ad alterare il punto di bianco e nero precedentemente impostati) e cosi' via...
La sequenza di workflow e' importante, eccome! Non a caso lo stesso layout di Adobe Camera RAW e Lightroom e' progettato per suggerire la sequenza corretta, con i primi interventi in alto (white balance, exposure e blacks), e giu' a seguire tutti gli altri.
Discorso a parte merita lo sharpening. Se intendi un leggero sharpening per ridurre la "morbidezza" del sensore, va bene. Ma lo sharpening finale del file dipende dall'utilizzo stesso del file. Lo sharpening per una stampa fine-art e' molto diverso dallo sharpening necessario per caricare sul web la stessa immagine in JPG. Lo sharpening e' strettamente "output dependent" e come tale dovrebbe restare. La cosa migliore e' creare un master-file, privo di sharpening, con qualita' di archivio. Poi, quando ti serve quell'immagine, duplichi il master-file, cambi le dimensioni e applichi uno sharpening specifico in base all'utilizzo previsto.
Spero di aver risposto alla tua domanda. Se hai altri dubbi sono a disposizione.
Ciao.
giorgio
Permalink Risposto da Aldo Marco Luciani su 18 Gennaio 2011 a 0:53 Martin Evening lo dice a pag. 128 del suo libro per CS5. "When you edit an image in Camera Raw it does not matter which
order you apply the adjustments in". In realtà lui specifica che sarebbe meglio settare prima il punto di bianco e l'esposizione, ma per il resto non indica alcuna priorità. Anche Jeff Schewe lo dice. Adesso non ricordo esattamnte dove. Te lo faccio sapere. Cmq. mi sa che ho bisogno di farmi un bel corso di postproduzione di quelli con le contropalle. Quando lo organizzate?
Grazie delle risposte
Ciao Aldo
Permalink Risposto da Giorgio Trucco su 18 Gennaio 2011 a 8:55 Ciao Aldo,
certo ci sono interventi il cui ordine di intervento non e' importante, tipo saturazione, vividezza e simili... ma 1, 2 e 3 sono sicuramente bilanciamento bianco, exposure e blacks. Su questo mi sento di consigliarti fermamente.
I prossimi corsi Photofarm di post-produzione sono: 26-27 Febbraio a Cesena e 9-10 Aprile ad Albano Vercellese.
http://www.photofarm.it/wp/?p=2629
e
http://www.photofarm.it/wp/?p=2827
Fammi sapere se ti interessano.
Ciao.
giorgio
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